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Riscuotere i pagamenti da telelavoro: piccola guida paypal per principianti

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Pousinha
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Riscuotere i pagamenti da telelavoro: piccola guida paypal per principianti

Messaggio da leggere da Pousinha »

Sicuramente, chissà quanti di voi si sono chiesti, tra tutti coloro che si trovano appena agli inizi di un'esperienza di telelavoro, come poter fare per prelevare i guadagni ricevuti. Magari chi è titolare di un conto corrente si iscriverà pure a qualche pay to, convinto di potersi servire in ogni caso del suo IBAN e del SWIFT della banca. Pur potendolo fare in caso di alcuni portali particolari, non sempre è così. Infatti, a iscrizione effettuata, se non addirittura al momento di richiedere il pagamento, venite a scoprire che quel panel sondaggi o quel ptw paga soltanto su paypal o (più raramente) altro processore elettronico. Chi un conto corrente non l'ha, probabilmente o possibilmente inizia a farsi venire i dubbi ancor prima di iscriversi: non ho un lavoro offline, dunque non mi posso permettere le inevitabili commissioni di mantenimento di un conto corrente, ragione per cui non ne posso aprire uno. Come faccio, allora, a farmi pagare? Questa sarà la prima domanda. Una volta che viene a sapere dell'esistenza di paypal, lo stesso utente principiante, così come il futuro collega titolare di conto corrente, chiederà innanzi tutto che cos'è. So che a molti di voi la cosa può far sorridere, ma dobbiamo ricordare che in Italia la tecnologia, per quanto avanzata, non ha a tutt'ora la stessa diffusione che nei paesi anglosassoni, USA in primis. Non è affatto scontato che tutti conoscano il famoso (a livello mondiale, ma in Italia non quanto possiamo pensare) processore di pagamento. Vorrei allora innanzi tutto parlare proprio di paypal e indicare, a beneficio di tutti i principianti nel telelavoro che leggeranno, che aprire un account e mantenerlo non è nulla dell'altro mondo (sarà magari l'uso, che all'inizio potreste trovare un poco laborioso, ma soltanto finchè non ci avrete fatto l'abitudine). Paypal è, come dicevo, un processore elettronico che alla spicciola può essere qualificato una quasi-banca online. In realtà, la categoria che gli è stata da poco attribuita è fintech, nomenclatura che indica tutti i processori elettronici di pagamento e le banche 100% online. I passi da fare sono i seguenti, se siete residenti in Italia:

1) per prima cosa, portatevi su www.paypal.com/it (dove il segmento finale /it indica la piattaforma italiana: sappiate che se avete residenza, carte e/o conti italiani, dovrete fare uso della piattaforma che fa riferimento al vostro paese, spiegherò più avanti il perchè)

2) Documenti alla mano, cioè carta d'identità, patente o passaporto (documento con foto, in buona sostanza) e codice fiscale, iniziate a compilare quanto vi viene richiesto, ponendo attenzione alla scelta della modalità italiana del conto: personale o business. Quest'ultimo è dedicato agli imprenditori e partite IVA, quindi, se non fate parte di queste categorie, scegliete il conto personale. Non spaventatevi per la richiesta dei documenti: ovunque vi sia il passaggio -e il parcheggio- di denaro, si devono evitare furti, abusi e frodi, quindi paypal, alla stessa maniera di una banca qualsiasi, online o offline che sia, vi dovrà chiedere per forza i documenti. In caso contrario, Pinco Pallino Qualunque che potrebbe avere violato il vostro account, potrebbe fare il bello e il cattivo tempo coi vostri guadagni

3) scegliete bene la mail che vincolerete a paypal: vi suggerisco caldamente che sia una che smanettate poco, una che non usate per l'iscrizione a miriadi di siti, perchè troppo esposta agli spioni e se non siete gran che ferrati in sicurezza informatica tanto quanto in fatto di telelavoro, occhio

4) una volta terminata tutta la procedura e aperto il conto paypal, a causa del punto 3), blindatelo con il 2FA authenticator: la modalità più sicura è il QR code via app QR code reader (la trovate su google play store se il vostro dispositivo è android, se avete IOS dovreste trovare la corrispondente versione su apple store). Se comunque la trovate farraginosa perchè appunto principianti sia nel telelavoro che nell'informatica, piuttosto che "buttarvi fuori" dal vostro conto paypal, lasciate stare il 2FA e rimediate con cambi password frequenti. Sappiate poi che quando accedete a paypal, dovete farlo soltanto dal vostro dispositivo di una rete domestica, mai da internet cafè e hotspot pubblici come per es. gli aeroporti, che vanno evitati come la peste (è soprattutto in quei posti che gli account vengono hackerati). Lasciate anche stare il 2FA via sms, causa piaga attuale della clonazione dei numeri telefonici: il codice d'ingresso potrebbe arrivare al possessore del numero clonato anzichè a voi

A questo punto, ora che avete il vostro account paypal, potete fare due cose:

1) nulla più di tanto. Questo va bene per gli utenti che decideranno di fare uso del denaro che arriverà dai pay to a paypal unicamente per i loro acquisti online e niente più

2) vincolarci un conto corrente oppure una carta prepagata per poter prelevare i guadagni ricevuti via telelavoro. Opzione migliore per gli utenti che non vogliono fare uso di paypal per i loro acquisti online, ma anche per tutti coloro che campando unicamente di telelavoro, non vogliono fare gli spendaccioni, ma magari metter via qualche spiccio per farlo fruttare (vi ricordo che paypal, pur essendo considerato dal governo italiano un vero e proprio conto corrente estero -aspettate che vi parlerò anche di questa questioncina-, non genera interessi sui depositi)

Ci sarebbe in ogni caso da dire che l'opzione migliore per i principianti digiuni di informatica è il vincolare una carta prepagata con pochi o zero fondi, perchè tutte le altre opzioni implicano un più elevato livello di guardia. Per vincolare una prepagata, basta che anche lì seguiate i passi richiesti. Una volta compilati i dati della vostra carta, paypal entro cinque giorni vi deposita due piccoli importi di pochi centesimi l'uno. Quello che dovrete allora fare è andare a guardare l'estratto conto della prepagata e una volta che trovate i due piccoli importi, li digitate negli appositi spazi dell'account. Questa procedura serve per verificare paypal con riferimento alla prepagata che trovate conveniente vincolarci. Dal momento della verifica andata a buon fine, potrete prelevare i vostri guadagni online depositati su paypal alla prepagata. Fate poi solo attenzione a eventuali limiti: paypal potrebbe chiedervi una commissione qualora prelevaste somme al di sotto di una certa cifra (anni fa 100 euro, oggi non so se è rimasta tale perchè non ho più il conto paypal italiano, da residente all'estero, chiedo venia, comunque controllate tra le FAQ e le condizioni di servizio).
Chiunque poi, un po' più navigato, sia possessore di conto corrente e vuole vincolare quello a paypal anzichè una carta, deve sapere che la procedura dei due piccoli importi è sempre la stessa, ma dovrebbe impiegare meno tempo (due o tre giorni). Sappiate che è possibile prelevare verso conto corrente anche cifre minime senza pagare commissioni al processore, sempre che in futuro questa regola non cambi (speriamo di no).
Sia poi nel caso di carta prepagata che di conto corrente, occhio se oltre alla verifica paypal vi viene chiesta anche la verifica del conto o carta: quest'impostazione non vi è utile ai prelievi e neppure a effettuare compere online pagando via paypal. Serve soltanto, in caso che il saldo nel vostro account paypal sia zero, a prelevare automaticamente dal conto corrente o dalla carta prepagata affinchè l'acquisto vada a buon fine. Lasciate stare, non è assolutamente il caso. Se vi interessa fare acquisti pagando con il saldo paypal, fate prima a lasciare lì quel che vi arriva. Perchè in caso di account paypal hackerato, va a finire che vi fumano i denari che avete sulla carta prepagata o sul conto corrente. E se vincolate carte e conti dai fondi cospicui poi sono dolori, anche se attraverso denunce sia via piattaforma che davanti ai carabinieri dovreste comunque riuscire a recuperare i vostri averi, è pur sempre desiderabile non incappare in questi inconvenienti. Meglio di per sè vincolare a paypal conti e carte scarni, se poi proprio tenete a verificarli, ma in linea di massima mi pare preferibile non farlo, non se non siete imprenditori. Posso infatti immaginare che la verifica di un conto corrente contenente grandi cifre possa rivelarsi utile a un imprenditore che per motivi di lavoro deve movimentare capitali importanti attraverso paypal. Ma in questo caso, sicuro che la prima cosa che l'imprenditore farà, sarà attivare subito il 2FA attraverso QR code.
Passiamo ora all'argomento residenza geografica e come questa influenza il conto paypal, come promesso. Dicevo che bisogna aprire l'account paypal su piattaforma italiana se siete residenti in Italia (la stessa cosa vale per chi è residente all'estero: chi vive in Colombia, dovrà aprire il paypal colombiano, chi vive in Francia quello francese, ecc.). Questo perchè ciascuna piattaforma accetta unicamente conti e carte territorialmente vincolati al paese in cui sono stati contrattati. La piattaforma paypal statunitense non accetterà una carta o un conto giapponese, tanto per fare un esempio spicciolo. Per non parlare poi dell'indirizzo di residenza: sappiate che potete compilare paypal soltanto con dati reali, indirizzo di casa compreso.
Rimane però la questione di chi ha la doppia residenza: facciamo l'esempio di chi magari vive e lavora in Italia, ma ha una casa per le vacanze in Canada. Dove potrebbe avere anche un conto bancario aperto per qualche piccolo affare commerciale. Quattro anni fa avevo reperito una regola, forse tra gli stessi TOS di paypal (terms and conditions), che permetteva di aprire un secondo account in un altro paese. Sicuramente faceva riferimento a ipotesi come questa. Se vi trovate in simili situazioni, guardatevi tutte le regole del caso, ricordando che con il passare del tempo possono cambiare (c'è da dire che il processore paypal è maestro negli aggiornamenti, dato che fa uscire novità e cambi ogni due per tre). Il miglior consiglio è quindi quello di spuntare la casella che fa riferimento alla richiesta se volete ricevere gli aggiornamenti e le novità via mail (ovviamente sarà la mail legata a paypal), così non vi perderete nulla di importante. Ricordate solo che paypal, così come le banche, non vi richiederano mai username e password via mail. Se vi arriva una richiesta del genere, non aprite nemmeno la posta, è phishing.
Rimane ancora da sviluppare la questione, anch'essa accenata all'inizio, del processore considerato conto estero dal governo italiano. Vi chiederete come possa la piattaforma italiana qualificarsi conto estero: in realtà la sede responsabile di paypal, quantomeno per quanto riguarda l'Europa, si trova in Lussemburgo e questo è il paese di riferimento anche per l'Italia. Questa qualifica come conto estero ha implicazioni fiscali di non poco conto, specie nel caso degli imprenditori e delle partite IVA che aprono la versione business. Infatti, al superamento della giacenza media di €. 5.000, si deve pagare l'IVAFE e al superamento del valore massimo di €. 15.000, il titolare è soggetto al monitoraggio fiscale. Queste novità che riguardano paypal sono state introdotte nel 2017 (e a tutt'ora sono in vigore), prima di allora l'account non si portava nemmeno in dichiarazione. In ogni caso, al di sotto di €. 5.000 non si è soggetti a nulla, nè si paga l'IVAFE, ma si potrebbe comunque dover portare paypal in dichiarazione nel quadro RW, se si rientra tra i soggetti obbligati alla dichiarazione annuale dei redditi. Anche in questo caso, ricordate che possono con il tempo sorgere cambiamenti, dato che la disciplina fiscale è soggetta a mutazioni periodiche piuttosto veloci.



Hitømi
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Revisione

Sicuramente, chissà quanti di voi si sono chiesti, tra tutti coloro che si trovano appena agli inizi di un'esperienza di telelavoro, come poter fare per prelevare i guadagni ricevuti. Magari chi è titolare di un conto corrente si iscriverà pure a qualche pay to, convinto di potersi servire in ogni caso del suo IBAN e del SWIFT della banca. Pur potendolo fare in caso di alcuni portali particolari, non sempre è così. Infatti, a iscrizione effettuata, se non addirittura al momento di richiedere il pagamento, venite a scoprire che quel panel sondaggi o quel ptw paga soltanto su paypal o (più raramente) altro processore elettronico. Chi un conto corrente non l'ha, probabilmente o possibilmente inizia a farsi venire i dubbi ancor prima di iscriversi: non ho un lavoro offline, dunque non mi posso permettere le inevitabili commissioni di mantenimento di un conto corrente, ragione per cui non ne posso aprire uno. Come faccio, allora, a farmi pagare? Questa sarà la prima domanda. Una volta che viene a sapere dell'esistenza di paypal, lo stesso utente principiante, così come il futuro collega titolare di conto corrente, chiederà innanzi tutto che cos'è. So che a molti di voi la cosa può far sorridere, ma dobbiamo ricordare che in Italia la tecnologia, per quanto avanzata, non ha a tutt'ora la stessa diffusione che nei paesi anglosassoni, USA in primis. Non è affatto scontato che tutti conoscano il famoso (a livello mondiale, ma in Italia non quanto possiamo pensare) processore di pagamento. Vorrei allora innanzi tutto parlare proprio di paypal e indicare, a beneficio di tutti i principianti nel telelavoro che leggeranno, che aprire un account e mantenerlo non è nulla dell'altro mondo (sarà magari l'uso, che all'inizio potreste trovare un poco laborioso, ma soltanto finché non ci avrete fatto l'abitudine). Paypal è, come dicevo, un processore elettronico che alla spicciola può essere qualificato una quasi-banca online. In realtà, la categoria che gli è stata da poco attribuita è fintech, nomenclatura che indica tutti i processori elettronici di pagamento e le banche 100% online. I passi da fare sono i seguenti, se siete residenti in Italia:

1) per prima cosa, portatevi su www.paypal.com/it (dove il segmento finale /it indica la piattaforma italiana: sappiate che se avete residenza, carte e/o conti italiani, dovrete fare uso della piattaforma che fa riferimento al vostro paese, spiegherò più avanti il perché)

2) Documenti alla mano, cioè carta d'identità, patente o passaporto (documento con foto, in buona sostanza) e codice fiscale, iniziate a compilare quanto vi viene richiesto, ponendo attenzione alla scelta della modalità italiana del conto: personale o business. Quest'ultimo è dedicato agli imprenditori e partite IVA, quindi, se non fate parte di queste categorie, scegliete il conto personale. Non spaventatevi per la richiesta dei documenti: ovunque vi sia il passaggio -e il parcheggio- di denaro, si devono evitare furti, abusi e frodi, quindi paypal, alla stessa maniera di una banca qualsiasi, online o offline che sia, vi dovrà chiedere per forza i documenti. In caso contrario, Pinco Pallino Qualunque che potrebbe avere violato il vostro account, potrebbe fare il bello e il cattivo tempo coi vostri guadagni

3) scegliete bene la mail che vincolerete a paypal: vi suggerisco caldamente che sia una che smanettate poco, una che non usate per l'iscrizione a miriadi di siti, perché troppo esposta agli spioni e se non siete gran che ferrati in sicurezza informatica tanto quanto in fatto di telelavoro, occhio

4) una volta terminata tutta la procedura e aperto il conto paypal, a causa del punto 3), blindatelo con il 2FA authenticator: la modalità più sicura è il QR code via app QR code reader (la trovate su google play store se il vostro dispositivo è android, se avete IOS dovreste trovare la corrispondente versione su apple store). Se comunque la trovate farraginosa perché appunto principianti sia nel telelavoro che nell'informatica, piuttosto che "buttarvi fuori" dal vostro conto paypal, lasciate stare il 2FA e rimediate con cambi password frequenti. Sappiate poi che quando accedete a paypal, dovete farlo soltanto dal vostro dispositivo di una rete domestica, mai da internet cafè e hotspot pubblici come per es. gli aeroporti, che vanno evitati come la peste (è soprattutto in quei posti che gli account vengono hackerati). Lasciate anche stare il 2FA via sms, causa piaga attuale della clonazione dei numeri telefonici: il codice d'ingresso potrebbe arrivare al possessore del numero clonato anziché a voi

A questo punto, ora che avete il vostro account paypal, potete fare due cose:

1) nulla più di tanto. Questo va bene per gli utenti che decideranno di fare uso del denaro che arriverà dai pay to a paypal unicamente per i loro acquisti online e niente più

2) vincolarci un conto corrente oppure una carta prepagata per poter prelevare i guadagni ricevuti via telelavoro. Opzione migliore per gli utenti che non vogliono fare uso di paypal per i loro acquisti online, ma anche per tutti coloro che campando unicamente di telelavoro, non vogliono fare gli spendaccioni, ma magari metter via qualche spiccio per farlo fruttare (vi ricordo che paypal, pur essendo considerato dal governo italiano un vero e proprio conto corrente estero -aspettate che vi parlerò anche di questa questioncina-, non genera interessi sui depositi)

Ci sarebbe in ogni caso da dire che l'opzione migliore per i principianti digiuni di informatica è il vincolare una carta prepagata con pochi o zero fondi, perché tutte le altre opzioni implicano un più elevato livello di guardia. Per vincolare una prepagata, basta che anche lì seguiate i passi richiesti. Una volta compilati i dati della vostra carta, paypal entro cinque giorni vi deposita due piccoli importi di pochi centesimi l'uno. Quello che dovrete allora fare è andare a guardare l'estratto conto della prepagata e una volta che trovate i due piccoli importi, li digitate negli appositi spazi dell'account. Questa procedura serve per verificare paypal con riferimento alla prepagata che trovate conveniente vincolarci. Dal momento della verifica andata a buon fine, potrete prelevare i vostri guadagni online depositati su paypal alla prepagata. Fate poi solo attenzione a eventuali limiti: paypal potrebbe chiedervi una commissione qualora prelevaste somme al di sotto di una certa cifra (anni fa € 100, oggi non so se è rimasta tale perché non ho più il conto paypal italiano, da residente all'estero, chiedo venia, comunque controllate tra le FAQ e le condizioni di servizio).
Chiunque poi, un po' più navigato, sia possessore di conto corrente e vuole vincolare quello a paypal anziché una carta, deve sapere che la procedura dei due piccoli importi è sempre la stessa, ma dovrebbe impiegare meno tempo (due o tre giorni). Sappiate che è possibile prelevare verso conto corrente anche cifre minime senza pagare commissioni al processore, sempre che in futuro questa regola non cambi (speriamo di no).
Sia poi nel caso di carta prepagata che di conto corrente, occhio se oltre alla verifica paypal vi viene chiesta anche la verifica del conto o carta: quest'impostazione non vi è utile ai prelievi e neppure a effettuare compere online pagando via paypal. Serve soltanto, in caso che il saldo nel vostro account paypal sia zero, a prelevare automaticamente dal conto corrente o dalla carta prepagata affinché l'acquisto vada a buon fine. Lasciate stare, non è assolutamente il caso. Se vi interessa fare acquisti pagando con il saldo paypal, fate prima a lasciare lì quel che vi arriva. Perché in caso di account paypal hackerato, va a finire che vi fumano i denari che avete sulla carta prepagata o sul conto corrente. E se vincolate carte e conti dai fondi cospicui poi sono dolori, anche se attraverso denunce sia via piattaforma che davanti ai carabinieri dovreste comunque riuscire a recuperare i vostri averi, è pur sempre desiderabile non incappare in questi inconvenienti. Meglio di per sé vincolare a paypal conti e carte scarni, se poi proprio tenete a verificarli, ma in linea di massima mi pare preferibile non farlo, non se non siete imprenditori. Posso infatti immaginare che la verifica di un conto corrente contenente grandi cifre possa rivelarsi utile a un imprenditore che per motivi di lavoro deve movimentare capitali importanti attraverso paypal. Ma in questo caso, sicuro che la prima cosa che l'imprenditore farà, sarà attivare subito il 2FA attraverso QR code.
Passiamo ora all'argomento residenza geografica e come questa influenza il conto paypal, come promesso. Dicevo che bisogna aprire l'account paypal su piattaforma italiana se siete residenti in Italia (la stessa cosa vale per chi è residente all'estero: chi vive in Colombia, dovrà aprire il paypal colombiano, chi vive in Francia quello francese, ecc.). Questo perché ciascuna piattaforma accetta unicamente conti e carte territorialmente vincolati al paese in cui sono stati contrattati. La piattaforma paypal statunitense non accetterà una carta o un conto giapponese, tanto per fare un esempio spicciolo. Per non parlare poi dell'indirizzo di residenza: sappiate che potete compilare paypal soltanto con dati reali, indirizzo di casa compreso.
Rimane però la questione di chi ha la doppia residenza: facciamo l'esempio di chi magari vive e lavora in Italia, ma ha una casa per le vacanze in Canada. Dove potrebbe avere anche un conto bancario aperto per qualche piccolo affare commerciale. Quattro anni fa avevo reperito una regola, forse tra gli stessi TOS di paypal (terms and conditions), che permetteva di aprire un secondo account in un altro paese. Sicuramente faceva riferimento a ipotesi come questa. Se vi trovate in simili situazioni, guardatevi tutte le regole del caso, ricordando che con il passare del tempo possono cambiare (c'è da dire che il processore paypal è maestro negli aggiornamenti, dato che fa uscire novità e cambi ogni due per tre). Il miglior consiglio è quindi quello di spuntare la casella che fa riferimento alla richiesta se volete ricevere gli aggiornamenti e le novità via mail (ovviamente sarà la mail legata a paypal), così non vi perderete nulla di importante. Ricordate solo che paypal, così come le banche, non vi richiederanno mai username e password via mail. Se vi arriva una richiesta del genere, non aprite nemmeno la posta, è phishing.
Rimane ancora da sviluppare la questione, anch'essa accennata all'inizio, del processore considerato conto estero dal governo italiano. Vi chiederete come possa la piattaforma italiana qualificarsi conto estero: in realtà la sede responsabile di paypal, quantomeno per quanto riguarda l'Europa, si trova in Lussemburgo e questo è il paese di riferimento anche per l'Italia. Questa qualifica come conto estero ha implicazioni fiscali di non poco conto, specie nel caso degli imprenditori e delle partite IVA che aprono la versione business. Infatti, al superamento della giacenza media di € 5.000, si deve pagare l'IVAFE e al superamento del valore massimo di € 15.000, il titolare è soggetto al monitoraggio fiscale. Queste novità che riguardano paypal sono state introdotte nel 2017 (e a tutt'ora sono in vigore), prima di allora l'account non si portava nemmeno in dichiarazione. In ogni caso, al di sotto di € 5.000 non si è soggetti a nulla, nè si paga l'IVAFE, ma si potrebbe comunque dover portare paypal in dichiarazione nel quadro RW, se si rientra tra i soggetti obbligati alla dichiarazione annuale dei redditi. Anche in questo caso, ricordate che possono con il tempo sorgere cambiamenti, dato che la disciplina fiscale è soggetta a mutazioni periodiche piuttosto veloci.

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