Quanto è importante seguire i propri sogni?

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Melaniamel
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Quanto è importante seguire i propri sogni?

Messaggio da leggere da Melaniamel »

Penso che almeno una volta nella vita chiunque si sia trovato davanti a questa domanda: quanto è importante seguire i propri sogni?
All'apparenza sembra una domanda dalla risposta semplice, idealmente per tutti perseguire i propri sogni, le proprie ambizioni e passioni è importantissimo, al punto da non arrendersi mai.
Almeno questa è la mia risposta scontata per me, sono una persona creativa e la mia ambizione più grande è un giorno poter vivere di questo, fare le illustrazioni a cui tanto mi dedico e potermi esprimere in libertà.
Per realizzare questo sogno cerco di mettere tutto l'impegno possibile; non sempre però l'impegno basta, sicuramente ci sono persone che con uno spirito decisamente più pragmatico pensano questo e preferiscono percorrere una strada che possa dare delle sicurezze maggiori, magari anche per avere un terreno solido sotto ai piedi per poi occuparsi delle proprie passioni nel tempo libero.
Sicuramente vi è molto da dire su questo argomento, sono curiosa dunque di leggere cosa ne pensano gli utenti di questo forum e magari creare una conversazione interessante.


Pousinha
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Quanto è importante seguire i propri sogni?

Messaggio da leggere da Pousinha »

Pragmatica a rapporto :lol:
I sogni possono essere tanto belli quanto pericolosi e lo posso dire per esperienza anche e soprattutto da interposta persona. Occhio, la mia intenzione non é una doccia d'acqua gelata, ma mettere in guardia dal farsi troppe illusioni quando non si vive in un paese meritocratico e in tempi quali stiamo vivendo.
Allora: seguire si, ma con un occhio aperto e l'altro pure.
Storicamente, se guardiamo agli anni 50, 60, 70, 80, magari anche 90, sia giovani che meno giovani non si ritrovavano con tanti bastoni tra le ruote come nell'attualitá. Papale papale: l'Italia ha firmato un accordo con Bruxelles per mantenere un certo qual tasso di disoccupazione e il beato pretesto é il debito pubblico italiano. Non sto scherzando, queste notizie le ho reperite su Quora e conoscendo l'andazzo dei politici italiani di sinistra non mi stupisce minimamente. Concorsi pubblici truccati (personalmente avevo pure presenziato a uno dei peggiori scandali in stile italiano -il concorso in magistratura 2008-, di cui venne fatta premura di insabbiare i fattacci in cui gli esaminatori avevano addirittura consegnato ai raccomandati i libri sui quali vi erano le risposte ai temi, ma alcuni miei colleghi se ne erano accorti, era allora scoppiata una sommossa e il presidente della commissione, pizzicato in fallo, aveva minacciato di farci arrestare tutti, guardie comprese, pur di mantenere la corruzione concorsuale e siccome in Italia la legge é uguale per tutti, ma alcuni sono piú uguali degli altri -vedere La fattoria degli animali di Orwell-, ovviamente vinsero i raccomandati :x ). Perfino le assunzioni nelle grandi aziende sono alvo di raccomandazioni, perché i dirigenti hanno bisogno di favori da questi ultimi, dato che una grande azienda ha per forza di cose impatto sulla politica. Intere cittá in cui non si trova lavoro nemmeno a fare le pulizie perché lí ci si mette di mezzo l'amministrazione comunale e alcuni dei miei cari amici ne sanno qualcosa. Concorsi per ricercatori universitari truccati quanto i concorsi pubblici. Fino agli anni 90 non é che il sistema del clientelismo non esistesse, figuriamoci. Ma per chi s'impegnava con tutte le sue forze c'era posto. Non c'era un tasso di disoccupazione oltre il 40%. Politica a parte, iI mercato non era aggressivo come adesso. O megio, non era saturo. E non c'era l'Unione Europea a far perdere sovranitá agli Stati del sud, considerati il fanalino di coda da sacrificare in pro della Germania, che non essendo riuscita a sottomettere l'Europa con i mezzi bellici, c'é riuscita ora con quelli finanziari. Perché diciamolo pure: per quanto inaffidabile si possa presentare la classe dirigente italiana, da quando cala le braghe con Bruxell si sono visti peggioramenti di ogni genere e specie. Non mi sembra proprio il panorama ideale per sognare.
Ma se andiamo oltre i confini italiani, pure paesi come gli USA non se la passano meglio. Ogni santo anno le fila di senzatetto si fanno piú corpose (grazie a Reagan che a dispetto del fatto di essere un repubblicano abbatté il wealfare :x ). Studiare sta diventando sempre piú una chimera per molti ragazzi statunitensi, compreso il proprietario di dimeforum, grazie ai prezzi abusivi delle universitá che fanno costare un corso di laurea ormai mediamente trecentomila dollari. I ventenni americani sono tra i ragazzi piú indebitati del pianeta e molti finiscono a vivere per strada.
Insomma...il mio consiglio in questo bel quadretto é di mantenere non solo il piano B, ma anche C, D, E e tutte le lettere dell'alfabeto :lol: . Accettare un lavoro che non piace o che c'entra come cavoli a merenda con i nostri studi é spesso una soluzione alla disoccupazione. Cambiare rotta finché si é in tempo pure. Da parte mia, appartengo alle ultime due categorie (gli impieghi che c'entrano come cavoli a merenda coi miei studi e il cambiare rotta -o per meglio dire, anzi, il riesumare la vecchia rotta dei tempi delle magistrali e devo dire che alla fine non mi sta dispiacendo affatto :mrgreen: -)
benchwarmer
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Quanto è importante seguire i propri sogni?

Messaggio da leggere da benchwarmer »

Io opterei per una via di mezzo.

Credo che i sogni sono belli, ma si possono perseguire finchè si è da soli e finchè non hai troppe spese da sostenere.
Bisogna fare delle scelte.
Se hai delle spese e degli impegni, prima di pensare ai sogni, bisogna pensare a coprire quegli impegni e poi si può pensare ai sogni.
Anche se è sempre giusto non accantonarli e provarci sempre e comunque, scendendo anche a compromessi.
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Pousinha
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Messaggio da leggere da Pousinha »

Amico mio, non avevo proprio pensato alla solitudine, anche perché pur da single non si é esenti da impegni verso genitori e familiari in generale. Se si é soli al mondo magari si, ma questa circostanza é oltremodo sconveniente per altri versi. Quanto allo scendere a compromessi, l'antipaticissima risposta é sempre la solita: dipende :mrgreen:
Melaniamel
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Quanto è importante seguire i propri sogni?

Messaggio da leggere da Melaniamel »

Vedo che le vostre risposte sono abbastanza razionali, senza dubbio avete ragione sul "tenere i piedi per terra"...
Hitømi
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Quanto è importante seguire i propri sogni?

Messaggio da leggere da Hitømi »

I sogni da adulto sono qualcosa che comunque si deve realizzare non sono più quelli della speranza come da bambini. Per un adulto se il sogno non si realizza dopo un tot di tempo viene accantonato com'è normale che sia
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Astrella63
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Quanto è importante seguire i propri sogni?

Messaggio da leggere da Astrella63 »

Credo che siano pochi i fortunatissimi che sono riusciti a combinare insieme passione/lavoro. Ma ci si può accontentare (la vita è tutta un compromesso) di dedicare solo un po' di tempo a ciò che ci piace di più.

Per il resto sono dello stesso parere di Hitomi. Dopo un tot di tempo farà parte dell'evoluzione di una persona avere mire diverse adeguate anche alla propria situazione. Ad esempio se io a 57 anni, non in salute, continuassi imperterrita a sognare di avere un cavallo e di suonare il pianoforte, sarei solo una povera, triste, illusa. Molto meglio essere felici del proprio piccolo-grande mondo e sognare un qualcosa di concretamente realizzabile, il che rende il tutto anche più stimolante e divertente.
Melaniamel
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Quanto è importante seguire i propri sogni?

Messaggio da leggere da Melaniamel »

Leggendo gli ultimi messaggi un'altra domanda mi sorge in mente, come distinguere con chiarezza sogni ed ambizioni realizzabili da quelli che invece non lo sono?
Ovviamente per alcuni è molto semplice, sognare di diventare astronauta in una settimana (esagero apposta per dare più forza al concetto) chiaramente è impossibile; ci sono altre ambizioni però per cui il confine pare più labile ...
Pousinha
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Messaggio da leggere da Pousinha »

Carissima Melania, alla tua età mi ponevo la stessissima domanda :mrgreen: E da dubbiosa seriale quale sono da sempre (ahi, difettaccio congenito :lol: ) ti puoi immaginare le conseguenze :mrgreen:
Ora come ora, però, con novant'anni per gamba :mrgreen: , posso tranquillamente rispondere che le circostanze sono una buona bussola di orientamento anche nei casi in cui i confini sono labili (ok, mi rendo comunque conto che nel caso di confini eccessivamente labili anche orientarsi attraverso le circostanze può farsi difficile, ma posso postare qualche esempio di labilità che spero ti aiuti.

Caso ipotetico Sempronio: sogna di diventare psicologo, ma purtroppo a metà del cammino la mamma si ammala di cancro e deve interrompere gli studi per accudirla, dato che la sua famiglia non ha sufficienti condizioni economiche per assumere un'infermiera. La malattia è lunga, il tempo passa e nel frattempo le cose cambiano: nel senso che l'esame di stato per l'abilitazione è diventato corrotto come quello per avvocato (ps: la questione di Sempronio è ipotetica, anche se casi reali come questo non mancano di certo, ma purtroppo sono venuta a sapere che l'esame di Stato per psicologo si è deteriorato davvero in questo senso). Il punto allora è che per inseguire un sogno, Sempronio dovrebbe terminare gli studi, sottoporsi alla pratica che dovrebbe durare, se non erro, un anno e mezzo, per poi partecipare anno dopo anno all'esame di Stato nella speranza di prima o poi superarlo. Ovviamente senza guadagnare uno stipendio, perchè gli unici praticanti stipendiati sono gli studenti delle specilizzazioni mediche. Quindi, dato che Sempronio non è esattamente nato a casa di un divo di Hollywood (tanto per fare un esempio per ridere un poco :lol: ), le circostanze gli diranno che non può arrivare a superare i trent'anni (o meglio i quaranta, dato che certi percorsi di studio sono di lunga durata) senza sistemarsi con un lavoro. Perchè se l'abilitazione va buca (personalmente e questo è un fatto vero, conosco gente che non ha fatto altro che insistere con l'esame forense per 5, 6, 9, per fino per 10 anni senza poterlo superare perchè privi dei classici santi in paradiso) questo è quanto.

A QUESTO PUNTO:
Circostanza n.1: Sempronio è un ragazzo superdotato che riesce a memorizzare in un battibaleno le letture accademiche. Allora può tranquillamente trovarsi un lavoro a tempo pieno e contemporaneamente preparare un esame di Stato pesante

Circostanza n.2: Sempronio, a dispetto di buona volontà e tenacia, se non legge almeno 3 volte ogni libro di testo, non è vero che le materie gli entrano. Se ha bisogno di portare a casa uno stipendio, è ora di lasciar da parte i sogni

Circostanza n.3: Sempronio è superdotato, ma il corso di studi richiede comunque comunque che si applichi integralmente. Può allora pensare intanto di iniziare a lavorare e ripendere gli studi in un secondo momento, ma senza farsi troppe illusioni, perchè nel secondo momento può presentarsi un ulteriore intoppo

Nei casi 2 e 3, a mio avviso non è necessario per forza abbandonare gli studi, ma cambiarli con un percorso più compatibile alle proprie circostanze. E' la cosa che personalmente ho fatto (per meglio dire: quanto a terminare, ho davvero terminati i primi, ma le circostanze a un certo punto mi avevano impedito di proseguire con i concorsi pubblici e poi mi sono pure trasferita, sistema educativo diversissimo da quello italiano e la miglior cosa per me è stata la laurea in lingue e traduzioni più quel che faccio ora.
Astrella63 ha scritto: ven gen 15, 2021 6:25 am Credo che siano pochi i fortunatissimi che sono riusciti a combinare insieme passione/lavoro. Ma ci si può accontentare (la vita è tutta un compromesso) di dedicare solo un po' di tempo a ciò che ci piace di più.

Per il resto sono dello stesso parere di Hitomi. Dopo un tot di tempo farà parte dell'evoluzione di una persona avere mire diverse adeguate anche alla propria situazione. Ad esempio se io a 57 anni, non in salute, continuassi imperterrita a sognare di avere un cavallo e di suonare il pianoforte, sarei solo una povera, triste, illusa. Molto meglio essere felici del proprio piccolo-grande mondo e sognare un qualcosa di concretamente realizzabile, il che rende il tutto anche più stimolante e divertente.
Astrella, ma eri pure pianista? Che bello :D . Da giovane pure io suonavo (violino e pianoforte). Ma le circostanze, dato che siamo in tema, si erano messe di mezzo. Il decesso di mio padre e il cancro di mio padre hanno avuto la meglio. Oltre a dovere interrompere la preparazione dei concorsi pubblici perchè mia madre aveva bisogno di assistenza continua da parte di numerose persone contemporaneamente, ho dovuto pure dar via o vendere gli strumenti musicali perchè portarli con me in Brasile sarebbe costato un occhio e invece a noi servivano i soldi per sistemarci. In ogni caso, non avevo più nemmeno il tempo materiale per suonare da anni, come non l'avrei neppure adesso.
Hitømi
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Messaggio da leggere da Hitømi »

Anche il solo matrimonio in chiesa con annessi e connessi, una cosa realizzabile, in alcuni casi resta solo un sogno. Vuoi perché si è soli senza aver trovato il compagno o la compagna, vuoi perché magari I soldi non bastano e magari si sceglie di convivere anche solo con un matrimonio al comune. Oppure avere un figlio/a e magari non poterne avere per un qualsiasi motivo. Ce ne sono di sogni che seppur realizzabili restano tali. Anche il solo aprire un'attività e mettersi in proprio.

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