Strano ma vero o assimilabile -

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milva1
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Strano ma vero. - Dagen Hogertrafik

Messaggio da milva1 »

163.....Il 3 settembre del 1967, in Svezia, scattò il Dagen Hogertrafik, che significa – circolazione a destra -, che andava a sostituire quella a sinistra.


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Strano ma vero. - Perchè le felci non producono fiori.

Messaggio da milva1 »

164.....Perchè le felci non producono fiori. - - - le piante più evolute si riproducono per mezzo dei fiori che contengono un completo apparato sessuale maschile e femminile che porta alla formazione e alla fecondazione del seme. A questa, detta fanerogame, si oppongono, nella scala evolutiva, le più primitive crittogame alle quali appartiene appunto la felce, che, non avendo elaborato un vero e proprio apparato riproduttivo, si riproducono mediante spore anzichè mediante semi come avviene nei funghi. È per questo che le felci, come tutte le altre crittogame, non producono fiori.
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Strano ma vero. - La massa del Sole è enorme

Messaggio da milva1 »

165.....La massa del Sole è enorme, 333.000 volte quella della Terra e oltre 1.000 volte quella di Giove: circa il 99% dell'intera massa del sistema solare, infatti, si concentra nel Sole.
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Strano ma vero. - paté di fegato d'oca

Messaggio da milva1 »

166.....Il paté di fegato d'oca di Strasburgo viene considerato insuperabile dai buongustai. Non tutti sanno però che, per realizzare tale leccornia, gli animali vengono ingozzati a brevi intervalli di tempo con speciali imbuti meccanici. In questo modo, facendo ingurgitare alle povere oche abbondanti quantità di cibo, il loro fegato si sviluppa sino a superare di otto volte le normali dimensioni.
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Strano ma vero. - Carretera Austral

Messaggio da milva1 »

167.....La Carretera Austral, in Cile, è una spettacolare strada unica al mondo: lunga 1.240 Km, con tratti asfaltati alternati a ghiaia, terra e fango e alcuni da percorrere in traghetto, attraversa fiordi, ghiacciai, vulcani, catene montuose e laghi blu di suggestiva bellezza.
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Strano ma vero. - Tito Flavio Domiziano

Messaggio da milva1 »

168.....Roma – L'imperatore Tito Flavio Domiziano (51-96 d.C.), avuto in regalo un grosso pesce che non sapeva come cucinare, fece convocare di notte il Senato per ottenere un consiglio gastronomico.
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Strano ma vero. - Una nuova luce nella Via Lattea

Messaggio da milva1 »

169.....05/12/11 - - - Una nuova luce nella Via Lattea - - - Quando si tenta di guardare il cielo stellato in città, spesso non si scorgono che le stelle più brillanti, per via dall’inquinamento luminoso. Una cosa simile succede anche agli astronomi che vogliono osservare la Via Lattea da un punto vicino al Sole: alcune radiazioni sono impossibili da individuare. Per questo bisogna allontanarsi il più possibile. È quello che hanno fatto i ricercatori del Centre national de la recherche scientifique(Cnrs) francese, che hanno preso in prestito gli occhi di due famose sonde della Nasa, ora in viaggio verso i confini del Sistema Solare: le Voyager. La radiazione cercata si chiama Lyman-alpha e viene usata in generale per studiare il tasso di formazione delle stelle nelle galassie. Prima di questo studio, però, l’emissione Lyman-alpha della nostra Via Lattea non era mai stata osservata. Questo il motivo per cui la ricerca si è meritata le pagine di Science. La radiazione, emessa nell’ultravioletto, è generata dall’idrogeno. In particolare, si osserva quando questo elemento passa da uno stato con energia più alta del normale (primo stato eccitato) allo stato di energia più bassa (stato fondamentale). Il motivo per cui gli astronomi considerano l’emissione come un indicatore del tasso di formazione di nuove stelle è che questa si presenta più spesso nel sistemi stellari molto giovani. Qui, infatti, i corpi più caldi emettono grandi quantità di radiazione che possono eccitare l’idrogeno; l’elemento eccitato è però instabile, e tenderà a tornare nello stato fondamentale, rilasciando energia sotto forma di radiazione Lyman-alpha, appunto. Se è semplice osservare queste radiazioni per le galassie lontane, lo è meno se si cercano nella propria. Per un effetto chiamato Doppler, infatti, quando si vanno a osservare le emissioni luminose di corpi che si stanno avvicinando o allontanando, queste risultano avere frequenze diverse dal normale, e sono quindi più facilmente riconoscibili. Lo stesso effetto, però, non è abbastanza evidente quando guardiamo troppo vicino. Inoltre, il Sistema Solare è “pieno” di radiazioni, almeno fino a una certa distanza dal Sole, oltre la quale non arriva più il vento solare (il gas ionizzato di protoni, elettroni e nuclei d’elio emesso dalla stella). Quest’ultimo è proprio la causa della difficoltà nell’osservazione della radiazione Lyman-alpha prodotta dalla Via Lattea: i fotoni che viaggiano nel nostro sistema planetario, infatti, quando incontrano le particelle contenute nel vento solare vengono assorbiti da esse, e poi emessi nuovamente a una frequenza identica a quella della radiazione tanto cercata dagli astronomi, nascondendola. A una certa distanza dalla stella, questo effetto si riduce molto ed è dunque più semplice scorgere la radiazione Lyman-alpha. Ecco perché i quattro scanner montati sulle sonde Voyager (che oggi si trovano all’incirca alla distanza media di Plutone dal Sole) hanno potuto fornire ai ricercatori i dati necessari al loro studio. La speranza, a questo punto, è che le sonde possano continuare ad inviare dati. “Il sistema elettrico che fornisce energia alle sonde si sta pian piano spegnendo. Proprio nel momento in cui la radiazione Lyman-alpha diventa più facilmente osservabile, sta finendo la corrente”, ha spiegato l’astronomo Jeffrey Linsky, dell'Università del Colorado, in un commento alla ricerca del Cnrs, pubblicato sempre su Science: “L’unico strumento presente sulla sonda Voyager 2 si è già spento, e anche gli altri tre scanner presenti su Voyager 1 cominciano ad avere difficoltà. Speriamo solo che quando la sonda raggiungerà finalmente lo Spazio libero dal vento solare – cosa che succederà in un momento non meglio precisato dei prossimi dieci anni – la strumentazione possa essere ancora attiva. Se così fosse, c’è da aspettarsi un bel po’ di scoperte”.
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Strano ma vero. - La Sigaretta

Messaggio da milva1 »

170.....La Sigaretta - - - l'invenzione della – sigaretta – risalirebbe al 1831 ad opera di alcuni accaniti fumatori egiziani. Questi, arruolati nelle truppe che da lungo tempo assediavano la città di Akkab, avendo esaurita la loro scorta di pipe e non trovando il materiale per fabbricarne altre atrigianalmente, trovarono il rimedio di avvolgere il tabacco in pezzi di carta.
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Strano ma vero. - MS-DOS

Messaggio da milva1 »

171.....L'MS-DOS, il sistema operativo per computer, nella prima versione utilizzava loso dischi fissi con capacità fino a quanti megabyte: - - - - - 32.
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Strano ma vero. - Polistes Fusca

Messaggio da milva1 »

172.....Polistes Fusca - Questa vespa è fisionomista - - - Riconoscere un individuo dal volto: una capacità ritenuta sino ad oggi esclusiva di alcune specie di mammiferi, come quella umana. E invece il riconoscimento individuale sarebbe in realtà un'abilità ben più diffusa nel regno animale, anche in organismi piuttosto distanti dal punto di vista evolutivo. Uno studio pubblicato su Science mostra infatti che un tipo di vespa cartonaia, la Polistes Fuscatus, è capace di riconoscere i suoi simili dal “volto” e che questo gioverebbe alla relazioni sociali all’interno del nido. A scoprirlo sono stati Michael J. Sheehan ed Elizabeth A. Tibbetts dell’Università del Michigan (Usa) che hanno descritto l'abilità con cui questo insetto riesce a identificare ritratti di esemplari conspecifici, osservando il comportamento di due specie di vespe (Polistes fuscatus e Polistes metricus) all'interno di un labirinto. Alcuni individui appartenenti a entrambe le specie sono stati fatti entrare per diverse volte in un labirinto a forma di T, il cui pavimento era elettrificato ovunque tranne che in una “zona di sicurezza”, corrispondente ad uno dei bracci. Anche se la posizione della zona sicura cambiava ad ogni nuovo ingresso, la vespa poteva evitare la scossa, poiché il braccio non elettrificato era costantemente associato a una determinata “fototessera” (per esempio, il primo piano di un Polistes fuscatus, o immagini con altri soggetti rappresentati, come un bruco, nelle diverse fasi del test). Ma per riconoscerla la vespa doveva “imparare” a distinguerla da un'altra immagine posizionata nel labirinto (più o meno simile a quella della zona sicura). Polistes metricus, che di solito nidifica solitariamente, ha mostrato di non saper identificare le facce dei propri simili con particolare abilità, visto che la velocità con cui trovava la zona sicura era indipendente dalle immagini utilizzate. Al contrario, Polistes fuscatus, dal comportamento molto più sociale, distingueva benissimo gli individui della propria specie. A confermarlo, il fatto che queste vespe riuscivano a “riconoscere” più in fretta la posizione della zona sicura quando questa era associata a immagini di facce di vespe. Le migliori performance di P. fuscatus non sarebbero però dovute a una memoria prodigiosa o ad una vista più acuta, ma alle differenze etologiche tra le due specie di vespe. I nidi di P. fuscatus, infatti, nascono spesso dalla cooperazione di gruppi capeggiati da più regine, e il riconoscimento reciproco faciliterebbe le interazioni sociali, evitando possibili risse tra “colleghe di lavoro". In questo modo, l'abilità con cui le vespe sanno riconoscersi dai tratti facciali, le renderebbe anche più abili nell'imparare a riconoscere e distinguere la zona sicura quando associata a facce di consimili. P. metricus invece non avrebbe bisogno di identificare i volti dei suoi simili, dal momento che conduce una vita meno sociale, con una sola vespa regina a formare il nido. Come spiegano i ricercatori, la tecnica di identificazione visiva sviluppata da primati, pecore e da P. fuscatus, sarebbe più complessa ed efficace di quelle “tradizionali” (olfattive o chimiche), rendendolo un tratto evolutivo che può essere appreso solo dalle specie con un’intensa vita sociale.

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