Strano ma vero o assimilabile -

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Strano ma vero. - Zecchino

Messaggio da milva1 »

191.....Zecchino - - - Nome assunto dal ducato d'oro di Venezia verso la metà del Cinquecento


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Strano ma vero. - Il mistero della ruggine sulla Luna

Messaggio da milva1 »

192.....Il mistero della ruggine sulla Luna. Da dove viene? - di Mara Magistroni - 8 Settembre 2020
A oltre 50 anni dall’Apollo 11 la Luna continua a celare molti misteri. Analizzando i dati raccolti dal Moon Mineralogy Mapper (o M3) dell’orbiter indiano Chandrayaan-1, gli scienziati hanno appena scoperto che sulla superficie del nostro satellite ci sarebbe della ruggine, per la precisione dell’ematite. Peccato che non dovrebbe essere possibile in assenza di acqua liquida e ossigeno, indispensabili per l’ossidazione del ferro contenuto nelle rocce lunari. La sconcertante rivelazione, insieme a una possibile spiegazione, è pubblicata sulle pagine di Science Advances.
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Strano ma vero. - anidride carbonica e terremoti.

Messaggio da milva1 »

193.....Con i terremoti aumentano le emissioni di anidride carbonica dalle profondità della Terra
di Mara Magistroni -28 Agosto 2020
Capire di più sui terremoti studiando l’acqua delle fonti che sgorgano dalle profondità della Terra. È l’intuizione di un gruppo di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) e dell’Università di Perugia che per dieci anni ha misurato le concentrazioni di anidride carbonica di origine profonda nell’acqua delle sorgenti della valle del Velino, sull’Appennino, scoprendo che esiste una correlazione temporale tra picchi di CO2 e aumento dell’attività sismica. Che cosa significhi esattamente è ancora da chiarire, ma gli esperti ritengono si tratti di un’informazione importante che ci avvicina a una migliore comprensione dei fenomeni tettonici e sul loro innesco.
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Strano ma vero. - I sogni? Un trucco del cervello

Messaggio da milva1 »

194.....I sogni? Un trucco del cervello per proteggere la corteccia visiva - di Elisa Manacorda -21 Agosto 2020
La vita è un sogno? O, piuttosto, i sogni aiutano a mantenere intatta la corteccia visiva? La seconda che abbiamo detto, almeno stando a un paper apparso su BioRxiv – ma non ancora passato attraverso il processo di peer review – a firma di David M. Eagleman e Don A. Vaughn, il primo del Dipartimento di Psichiatria e Scienze del comportamento della Stanford University School of Medicine, il secondo del Semel Institute for Neuroscience and Human Behavior della University of California Los Angeles.
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Strano ma vero. - Zanzare

Messaggio da milva1 »

195.....Zanzare, perché alcune preferiscono il sangue umano - di Simone Valesini -18 Agosto 2020
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zanzare della malaria
Noiose, implacabili, insopportabili. E anche pericolose: nonostante la taglia microscopica le zanzare sono uno degli animali più letali per la nostra specie, grazie a una lunga lista di malattie come malaria, dengue, Zika, che ogni anno uccidono oltre 100 milioni di persone in tutto il mondo, e per cui questi insetti rappresentano un vettore di trasmissione naturale. Per un fastidio così comune ai quattro angoli del globo, è strano pensare che delle oltre tremila specie di zanzare esistenti solamente una manciata è specializzata per pungere gli esseri umani. Dove, come, e perché è nata questa predilezione per il nostro sangue? A rivelarlo è una ricerca dell’università di Princeton, pubblicata di recente sulle pagine di Current Biology. I ricercatori americani hanno svolto la loro indagine raccogliendo zanzare in 27 aree dell’Africa subsahariana abitate dalla specie Aedes aegypti, tra quelle che diffondono il maggior numero di infezioni pericolose nell’uomo. Gli insetti sono quindi stati spediti a Princeton, dove i ricercatori li hanno fatto riprodurre per studiarne le preferenze alimentari. Di Aedes aegypti esistono infatti due sottospecie: aegypti aegypti, evolutivamente più recente e abituata a nutristi esclusivamente del sangue umano, e aegypti formosus, specie progenitrice che abita lontano dagli insediamenti umani e preferisce cibarsi del sangue di altri animali.
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Strano ma vero. - La super vista dei colibrì

Messaggio da milva1 »

196.....La super vista dei colibrì: vedono colori che noi nemmeno immaginiamo - di Claudia Borgia -15 Agosto 2020
Andy Morffew from Itchen Abbas, Hampshire, UK
Quanti colori ci sono in un prato fiorito? Tanti, sicuramente molti più dei milioni che siamo in grado di vedere noi umani: i nostri occhi, infatti, pur essendo sensibili a tantissime sfumature, non riescono però a rilevare per esempio la luce ultravioletta, né quella infrarossa. Del resto, non è per noi che i fiori scatenano le loro raffinate strategie cromatiche ma per attirare potenziali impollinatori, che a loro volta hanno sviluppato particolari capacità di rilevamento, come le api per la luce ultravioletta o i coleotteri per la gamma del rosso. E straordinariamente abile nel distinguere i colori sarebbe il colibrì a coda larga che, affermano gli autori di uno studio su Pnas, è in grado di cogliere variazioni di colore che noi non possiamo minimamente immaginare. A partire dai raggi ultravioletti.
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Strano ma vero. - Crescita dei peli

Messaggio da milva1 »

197.....Crescita dei peli, rivelazioni da pelle d’oca - di Anna Lisa Bonfranceschi -16 Agosto 2020
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Cosa succede nella nostra pelle quando sperimentiamo la sensazione di avere la pelle d’oca? Uno stimolo esterno, come il freddo, attiva il sistema nervoso, che a sua volta aziona un muscolo alla base del follico pilifero, producendo il ben noto innalzamento dei peli. Un meccanismo appunto ben noto, strumento di termoregolazione, che però racconta solo una parte del ruolo avuto sia dal muscolo che dai nervi. Infatti, come mostra oggi uno studio pubblicato su Cell, il muscolo che fa rizzare i peli (il muscolo erettore del pelo) è essenziale anche per portare i nervi in prossimità delle cellule staminali del follicolo pilifero stesso. Ed è questa speciale innervazione a regolare la crescita stessa dei peli. Quello che i ricercatori hanno fatto è stato osservare nel dettaglio l’architettura nascosta nella pelle grazie alla microscopia elettronica, ma hanno anche condotto una serie di analisi, di analisi molecolari e cellulari (nei topi e su cellule umane in vitro) per comprendere il legame tra i diversi componenti analizzati. E hanno osservato qualcosa di insolito.
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Strano ma vero. - Sudore

Messaggio da milva1 »

198.....Sudore, perché il cattivo odore si nasconde sotto le ascelle - di Marina Bidetti -12 Agosto 2020
Docce, creme antitraspiranti, profumi: cosa non facciamo per combattere il sudore che affligge queste lunghe e calde giornate (e anche nottate) d’estate? E soprattutto i suoi effluvi, sgradevoli al nostro stesso odorato, figuriamoci per chi ci sta intorno! Se forse un tempo, agli albori della nostra specie, le esalazioni ascellari ci avrebbero favorito nella comunicazione con i nostri simili, oggi tutti i nostri sforzi sono tesi ad annientarle. E ora un passo “epocale” lo hanno fatto i ricercatori dell‘Università di York che già in passato avevano individuato nel microbioma delle ascelle un pool di batteri coinvolti nella produzione dei tioalcoli – composti organici contenenti zolfo che conferiscono l’intenso e sgradevole odore agli effluvi ascellari. In un nuovo studio appena pubblicato su Scientific Reports i ricercatori di York puntano il dito contro un particolare batterio e, ancor più nel dettaglio, contro uno specifico enzima capace di trasformare una molecola inodore in un composto mefitico: l’enzima Bo (Body odor).
Senti chi puzza
Una variegata comunità di batteri vive sulla nostra pelle, ma uno dei principali microbi responsabili dell’odore del corpo è lo Staphylococcus hominis, un batterio innocuo presente comunemente nel microbioma della pelle di esseri umani e animali. E’ in grado di sopravvivere all’ambiente delle ascelle dove, hanno ora scoperto i ricercatori, grazie all’enzima Bo consuma un composto inodore (Cys-Gly-3M3SH) rilasciato dalle ghiandole sudoripare trasformandolo in un sottoprodotto tioacolico, il vero responsabile dell’odore pungente del sudore. “La scoperta dell’enzima Bo ci ha permesso di ricostruire il meccanismo con cui alcuni batteri che producono cattivi odori”, spiega Michelle Rudden, prima firma dello studio. “E’ un tassello chiave per comprendere come funziona l’odore corporeo e, in futuro, sviluppare inibitori mirati, che blocchino all’origine la produzione dell’enzima Bo senza turbare il microbioma delle ascelle”.
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Strano ma vero. - un fungo per proteggere gli astronauti dalle radiazioni

Messaggio da milva1 »

199.....Da Chernobyl un fungo per proteggere gli astronauti dalle radiazioni - di Vittoria Kalenda -27 Luglio 2020
Si chiama Cladosporium sphaerospermum ed è uno specie di fungo radiotrofico, ovvero che si nutre delle radiazioni. Un’abilità che fa di questo organismo un perfetto candidato per proteggere gli astronauti dai raggi cosmici durante i loro lunghi viaggi nello Spazio. A suggerirlo sono i ricercatori dell’Università di Stanford, che nel loro studio apparso sul sito pre-print bioRxiv, raccontano come il fungo, scoperto in uno dei luoghi più radioattivi della Terra, Chernobyl, possa rappresentare la soluzione a uno dei tanti ostacoli che finora non ci hanno permesso di colonizzare pianeti, come Marte. E lo hanno già dimostrato a bordo della Stazione spaziale internazionale (Iss).
Il fungo che si ciba di radiazioni
Il fungo super resistente alle radiazioni è stato scoperto nel 1991, ovvero 5 anni dopo la catastrofica esplosione del quarto reattore nucleare di Chernobyl, un periodo in cui i livelli di radiazioni erano elevatissimi. All’interno del reattore gli esperti hanno scoperto un organismo davvero resistente, il Cladosporium sphaerospermun appunto, in grado di proliferare in questo ambiente ostile, nutrendosi delle radiazioni. Come si legge nel nuovo studio, infatti, l’organismo attua un processo analogo a quello della fotosintesi, chiamato radiosintesi, in cui grazie ai pigmenti di melanina di cui è provvisto riesce a trasformare le radiazioni gamma in energia.
Uno scudo radioattivo
Da qui, i ricercatori hanno ipotizzato che il fungo di Chernobyl possa essere uno scudo radioattivo in grado di proteggere gli astronauti dalle pericolosissime radiazioni spaziali. Per giungere a questa conclusione, il team ha inviato l’organismo in orbita, a bordo della Iss. Qui, è stato posto su una capsula di Petri e monitorato per un periodo di 30 giorni attraverso un rilevatore di radiazioni. Dai dati emersi al termine di questo arco di tempo, i ricercatori hanno scoperto che l’organismo è stato in grado di adattarsi alle condizioni di microgravità e di bloccare parte dei raggi cosmici in arrivo sulla Iss, riducendo i livelli a quasi il 2%.
Il fungo che si auto-rigenera
Dalle sperimentazioni, inoltre, i ricercatori hanno osservato che uno strato dello spessore di 21 centimetri composto dal fungo potrebbe essere in grado di bloccare l’equivalente dose annuale dell’ambiente di radiazione sulla superficie del pianeta rosso. “Ciò che rende fantastico il fungo è che ha bisogno solamente di pochi grammi per cominciare”, commenta al New Scientist Nils Averesch, dell’Università di Stanford, sottolineando l’importanza di un’altra capacità del fungo. Il Cladosporium sphaerospermun, infatti, è in grado di auto-rigenenrasi e basterebbe quindi inviarne una piccola quantità nello Spazio per riuscire a creare uno scudo biologico contro le radiazioni. Questi organismi, concludono i ricercatori, potrebbero davvero essere una delle soluzioni che ci permetterebbero finalmente di colonizzare la Luna e Marte e di accompagnare gli astronauti nei viaggi sempre più lunghi dello Spazio profondo.
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Strano ma vero. - Quale è stato il più lungo viaggio in autostop?

Messaggio da milva1 »

200.....Quale è stato il più lungo viaggio in autostop? - - - sembra che sia stato un viaggio lungo 29.775 Km attraverso 14 paesi, da Singapore a Londra, compiuto dal ventiduenne David Kwan nel 1957. Il viaggio è stato compiuto in 81 settimane e con una media di 52 Km al giorno.

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