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Startup in crescita

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Astrella63
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Startup in crescita
di Astrella63

In questo scenario storico sembra impossibile trovare dei settori in crescita, eppure ci sono. Le imprese innovative italiane che hanno investito nell’energia da fonti rinnovabili o le imprese che operano nella ricerca per riutilizzare il materiale organico sono in costante sviluppo.
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Hitømi
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Messaggio da leggere da Hitømi »

Astrella devi inserire il post qui ---> https://www.makemoneyforum.it/app.php/blog
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Pousinha
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Messaggio da leggere da Pousinha »

Ho letto con piacere l'articolo startup (al momento mi si è aperto con google docs, mi pare). Che gli italiani hanno potenziale nella ricerca è bello, peccato che la ricerca non è finanziata dallo Stato come nei paesi anglosassoni. Un biologo italiano ha in genere due strade davanti, se non emigra: l'insegnamento nelle scuole oppure impiegucci anonimi (senza offesa, intendo soltanto dire che si tratta di posizioni aziendali precarie e forse pure sottopagate, dove il potenziale di un ricercatore non ha maniera di essere riconosciuto, eppure per come la butta oggi ci si può considerare fortunati di ottenere un impiego qualsiasi). Ci sarebbe la terza, non menzionabile in elenco perchè appannaggio di pochi ricchi: l'autofinanziamento della ricerca, cosa he soltanto personaggi come Rita Levi Montalcini si possono/potevano permettere.
La questione poi del risparmio puntando sui prodotti vicini alla scadenza: già sentita nominare in ambito più ristretto (ristretto per modo di dire) dall'esperienza di casalinghe mi pare spagnole dalla famiglia numerosa in cerca di risparmio. Oppure da studenti in trasferta che tirano la cinghia. Purtroppo sono prodotti che non si confanno a tutti: chiunque abbia gli organi digestivi in pessimo stato, quale che l'età, li deve evitare.
Articolo d'ispirazione, davvero.
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Astrella63
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È giusto che i giovani ci provino, visto che quelli di mezza età sono tagliati fuori. E poi è un settore davvero affascinante e stimolante. Chi ha le capacità secondo me fa bene a entrare nel mondo green/tecnologico. La ricerca, è vero, va sviluppata all'estero altrimenti si muore di fame e di ansia in attesa del rinnovo dei fondi di tre mesi in tre mesi, ma in quanto alla realizzazione pratica di certi nuovi progetti, credo sia un'ottima chance anche in Italia.
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Pousinha
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Messaggio da leggere da Pousinha »

E' davvero disdicevole che le persone di mezz'età vengano tagliate fuori :x . Le persone di mezz'età sono coloro che quando non hanno famiglie a carico, spesso sono costretti a fare da badanti 24h agli anziani genitori, che spesso affetti da parkinson, alzheimer e altre condizioni invalidanti, non sono più in grado di essere lasciati soli nemmeno per poche ore. Può capitare che queste persone, anche prima della mezza età, siano costrette a licenziarsi dal lavoro per badare all'anziano, come è capitato alla mia migliore amica. E quando l'anziano non c'è più, nessuno vuole assumere il cinquanta/sessantenne, neanche avesse trascorso gli ultimi dieci o quindici anni all'insegna dei divertimenti. Un altro caro amico cinquantenne, anche lui dietro al papà con l'alzheimer e ora, pur con tanto di laurea, non ha più l'età appetibile per il mondo el lavoro :x
Nell'immaginario colletivo, se non erro, la startup è "farina del sacco" dei giovani e giovanissimi, segno della cultura della "carne fresca". Trovo invece che sia più giusto dare spazio agli ultracinquantenni e ultrasessantenni. Un giovane poco più che ventenne, a scanso di non ritrovarsi nella condizione di orfano di entrambi i genitori o vivere in condizioni familiari peculiari, ha comunque una famiglia alle spalle che può farsi carico di lui, a differenza del padre di famiglia cinquantenne, ma anche del single sessantenne costretto dalle circostanze a reinventarsi.
Secondo il Sole24ore, in ogni caso, l'età di chi monta una startup è questa (statistiche):

https://st.ilsole24ore.com/art/tecnolog ... d=ACKdgmJC

Mi chiedo però quale il capitale iniziale da investirci, cosa che non tutti hanno, specie un cinquanta/sessantenne che da ani è stato costretto a smettere di lavorare :?: O se alla meno peggio, le banche siano disposte a prestiti e mutui per aspiranti imprenditori al verde e quale l'età per accedervi, eventualmente.
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Astrella63
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Messaggio da leggere da Astrella63 »

Io ho continuato a lavorare e mi son presa cura di mia madre, ma ho potuto farlo solo perché mi ero separata da mio marito ed ero tornata a vivere in casa con lei. È stata dura, ma l'ho considerato un regalo che la vita mi ha fatto: è stato un onore seguirla e stare con lei fino all'ultimo. A volte penso che non tutto succeda per caso: tutto collimò alla perfezione, come se lo avessimo programmato in anticipo, ma la maggior parte delle famiglie preferisce sistemare le persone anziane nelle RSA perché altrimenti sarebbe costretta a perdere il posto di lavoro. Anch'io ho un'amica che si è dimessa per badare la suocera. Ha avuto poi però la fortuna di essere riassunta dopo anni nello stesso posto.

I costi per avviare una startup dipendono dal progetto da realizzare. Ce ne sono di davvero interessanti e mi fa piacere (anche se non è un buon segno) che ci si dedichino non solo i più giovani. Con tutti i disoccupati e gli esercizi che hanno dovuto chiudere in seguito al Covid, se molti cinquantenni con un minimo di capitale riescono a reinventarsi magari creando posti di lavoro per i figli, lo trovo molto positivo. D'altra parte se il lavoro non c'è, bisogna crearselo.
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Pousinha
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Messaggio da leggere da Pousinha »

E' esattamente per motivi come questo e simili che i miei prossimi articoli saranno dedicati proprio al reinventarsi in maniera piuttosto curiosa. Anzi, reinventarsi non è la parola giusta, no, in seguito vedrai. Perchè non è un buon segno che alle startup si dedicano anche i meno giovani?
Non mi sento di condannare chi sistema l'anziano nelle RSA. Non sempre èindice di trascuratezza. Molte persone non si possono proprio permettere di perdere il lavoro perchè andrebbero letteralmente in mezzo alle strade. Dopo aver visto un mio conoscente finire a dormire nei treni abbandonati della stazione di Torino Porta Nuova, non riuscire a lavarsi per mesi di seguito perchè al dormitorio pubblico veniva mobbizzato, dopo aver visto abitanti della mia città natale frugare nei cesti dell'immondizia pubblici per reperire qualcosa da mangiare e il ragazzo che abitava allora l'appartamento sopra il mio rischiare che l'amministratrice glielo facesse mettere all'asta giudiziaria perchè da 3 anni non riusciva a pagare il condominio (aveva perso il lavoro da 10, dopo che la fabbrica che dava lavoro a metà città era fallita dopo ben 100 anni di attività), sinceramente, non posso nemmeno pensare a condannare chi non si dimette dal lavoro per badare personalmente all'anziano. Diverso invece il caso di chi pur potendo permettersi la badante convivente (che deve essere una persona fidata) o magari anche a ore, pur potendo tranquillamente permettersi di non lavorare o lavorare meno, dipendendo dall'impiego, stando benone economicamente, ricorre alle RSA. In ogni caso, mi spiace che gli ultimi anni di tua mamma non siano stati all'insegna della salute.
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Brava Pou, non vedo l'ora di leggere i tuoi nuovi articoli!
Ho scritto che non è buon segno che i meno giovani si dedichino alle startup perché vuol dire che purtroppo ci sono tanti disoccupati anche in quella fascia di età. Poi però ho anche scritto che se metteranno su nuove idee anche per i loro figli, sarà positivo.

Io non ho criticato (ci mancherebbe) chi affida i propri anziani nelle RSA, ho solo esposto la realtà dei fatti: in quelle più vicine alle città o in città non c'è un posto libero. Una badante fidata può andar bene fin quando non ci sono grandi problemi di salute, poi sarà necessaria una OSS o un'infermiera per 24 ore. Pochi possono permettersi una spesa fissa così alta. E così si fa la somma della pensione, indennità di accompagnamento, quota regionale e...ciò che possono mettere di tasca i figli e si trova una sistemazione in una RSA. Il fattore economico nel lungo periodo è fondamentale, visto che nessuno può sapere in anticipo quanto vivrà il parente. È triste, ma è così.

Ora devo andare a lavorare poi finirò di risponderti.

Il problema delle spese condominiali è un grosso problema. Io ora abito in un grande condominio e da quando l'attività lavorativa è ripresa ho notato che la mattina presto siamo solo in tre ad uscire per andare a lavorare. Posso già immaginare cosa succederà. I condomini sono solidalmente responsabili verso utenze comuni, giardinieri, manutenzione e tutto il resto del bilancio: bollette o chi ha fatto lavori vanno pagati per forza, cioè ci sarà chi pagherà un'enormità anticipando per chi non può pagare. E fra pignoramento e vendita all'asta di un appartamento passeranno anni.... Non ci voglio nemmeno pensare, perché sarà un disastro annunciato. 😕
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Purtroppo il ragazzo di cui ti parlavo è deceduto (soffriva di una forma di diabete mellito piuttosto grave, ma a dispetto di tanto, era un fumatore incallito già da quando era ancora più giovane :( ), dunque non ci sarà stato il tempo di terminare la procedura d'incanto giudiziario. Me lo ha fatto sapere mia zia, che è sempre in contatto con i condomini del piano di sotto (un'anziana coppia grandi amici di mia madre), il che è stata una gran tristezza, eravamo praticamente cresciuti insieme :( .
Poichè in ogni caso ci siamo spostati ad argomenti quali mancanza di lavoro (in ogni caso fortemente legato al tema startup) e condominio, faccio che aprire un'apposita discussione in off topic sulle spese condominiali, così manteniamo il forum in ordine ;) . Seguimi pure lì appena avrò avuto il tempo di aprirla 8-) .
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Astrella63
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Mi dispiace molto per il tuo amico che conoscevi da sempre. Col diabete di tipo1, se ho ben capito, si deve stare sempre in guardia. Non è facile conviverci.
Se l'appartamento era già stato sequestrato e pignorato al momento del decesso, anche se le aste non erano ancora iniziate, l'appartamento non è rientrato nei beni ereditari, per cui verrà venduto all'asta e una volta soddisfatto il credito del condomino. ...Il residuo (se ci sarà) verrà spartito fra gli eredi.

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